Terapie Parodontali

La malattia parodontale (o parodontite) è il termine tecnico più adeguato che i Dentisti usano per individuare la cosiddetta “Piorrea”.

Essa è legata – nella sua espressione più comune – alla comparsa di un gran numero di batteri anaerobi al di sotto del solco gengivale.

Questo solco si approfondisce sempre più e si trasforma in “tasca”, diventando diagnosticabile perciò come malato grazie all’uso di una sonda millimetrata (detta “sonda parodontale” ).

La sonda parodontale, unitamente ai Raggi-X e ai modelli di studio, ci permette di valutare in maniera adeguata lo stato parodontale di ogni paziente.

 

Come mai viene la malattia parodontale?

Il tappo biologico che si forma tra dente e gengiva deve essere necessariamente asportato,sia dal paziente che dal dentista, proprio per lasciare libero il passaggio di ossigeno e per limitare l’aumento dei batteri anaerobi sub-gengivali.

L’aumento dei batteri anaerobi, ha infatti come risultato finale la distruzione delle fibre collagene con cui la gengiva si ancora al dente, e – se la situazione progredisce – col tempo si ha anche una distruzione ossea.

La gengivite iniziale può dunque evolvere o in senso positivo (e regredire), o in senso negativo, e trasformarsi in Gengivite Stabilizzata o addirittura in Parodontite.

In ogni caso, entrano in gioco diversi fattori, per cui – più che di singola causa – si può parlare di complesso di cause:

  • Inadeguata igiene orale;
  • Inosservanza dei recalls (richiami)trimestrali;
  • Virulenza (=aggressività) dei batteri;
  • Capacità dei batteri stessi di penetrare nei tessuti;
  • Risposta dell’organismo infetto a tali batteri (la risposta può essere fortemente individuale e legata allo stato immunitario di ognuno di noi );
  • Fattori genetici favorenti (incidono in parte anch’essi, per cui se un nostro familiare ha avuto questo tipo di patologia siamo potenzialmente più predisposti).

La terapia della Malattia Parodontale

La terapia della Malattia Parodontale può essere non chirurgica nelle fasi più iniziali, con ablazione di tartaro e placca sopra e sotto-gengiva.

In casi più avanzati, o qualora la terapia non chirurgica non dovesse dare risultati accettabili, si ricorre a interventi di chirurgia rigenerativa o resettiva, al fine di ottenere una eliminazione completa delle tasche parodontali e rigarantire al paziente una adeguata detersione anche da parte sua, a casa, con l’utilizzo dello spazzolino (in presenza di tasche parodontali profonde infatti il paziente non riesce a pulire adeguatamente).

Meglio pensarci dunque in tempo: con un po’ di buona volontà e di sacrificio oggi,magari si limitano di parecchi i problemi domani, e si risparmiano anche più soldi (la prevenzione e’ sicuramente meno dispendiosa e meno traumatica della cura in se).

 

 

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